Appunti “mentali” di Storia Economia (UNISS)

Se sei uno studente di Economia dell’UNISS e non hai ancora sostenuto l’esame di Storia Economica (II anno) potresti trovare utili queste mappe mentali che ho usato per preparare l’esame in questione.

Non sono mappe perfette, considerale pure in bozza (ehm, ho preparato l’esame in 20gg, quindi.. tienine conto!). Anzi, se vuoi, modificale pure come credi oppure aspetta settembre che secondo come è andata ieri le aggiornerò io :) . Comunque, giù in basso trovi un collegamento ad un archivio compresso contenente le mappe in formato nmap (non l’ho testato ma, dovrebbe essere un buon formato di interscambio) altrimenti fai un fischio che rimedio con altri tipi ;)

Gli argomenti trattati sono:

i capp. I, II, III e IV del libro di Malanima, L’economia italiana. Dalla crescita medievale alla crescita contemporanea
i capp. III, IV, V e VI del libro di Zamagni, Introduzione alla storia economica d’Italia.

Di seguito il link all’archivio compresso con i sorgenti e le immagini stampabili.

In bocca al lupo.

p.s. Occhio alla prova d’esame che sarà di tipo fortemente “quantitativo”. Studia bene date, indici, quantità, prezzi. Insomma, tutto quello che è “dato statistico”. Purtroppo, alcuni argomenti più “ragionati” (il non-modello italiano, il second best, il pericolo del lock-in, i distretti e le holding, giusto per fare un esempio) non sono stati minimamente toccati. Peccato (anche perché erano proprio le cose che sapevo meglio :) ).

Scarica le mappe in formato nmap

Immagini mappe (un clic per ingrandire)

Stili di direzione aziendale

Secondo la teoria <<X>> di D.McGregor, l’individuo è indolente per natura, è privo di ambizioni, non desidera assumersi responsabilità, si preoccupa principalmente dei propri problemi e assai poco di quelli dell’azienda ed è contrario ai cambiamenti; ciò significa che l’azienda, di fronte a soggetti tendenzialmente passivi, se non ostili, deve assumersi la loro guida e indirizzarli verso il raggiungimento di determinati obiettivi senza preoccuparsi più di tanto della loro soddisfazione, se non quella economica, l’unica cioè alla quale sono sensibili.

Secondo la teoria <<Y>>, al contrario, l’individuo interpreta il lavoro come una normale attività dell’uomo, è naturalmente ambizioso (intende salire nella scala dei bisogni), è disponibile verso l’azienda e proprio per questo in grado di accettare eventuali cambiamenti, è disposto ad assumersi responsabilità e non necessita di un controllo continuo e minaccioso; pertanto, in presenza di soggetti motivati ed in grado di autoregolarsi, l’azienda ha la possibilità di soddisfare le esigenze dei propri dipendenti, ottenendo al tempo stesso in contropartita (e senza grande sforzo) comportamenti conformi agli obiettivi aziendali.

(Lezioni di Economia Aziendale – Francesco Manca)

Aggiungo solo che entrambi gli stili condizionano pesantemente la riposta del dipendente. L’ambiente fa molto, e solo pochi “resistono”. Ecco perchè, trovo vincente lo stile partecipativo.

Ma c’è qualche azienda che, ancora oggi, applica lo stile autoritario contenuto nella teoria X? La risposta sembrerebbe scontata, ed invece…

Promozione a Quadro: effetti collaterali

 

pipì da quadro

Si va al mare in Sardegna

Cattura

Sarà un lungo viaggio… 15 Km

:)

La persona al centro con friendfeed

domanda

Sì, c’è! Si chiama friendfeed

Il focus? La persona.

Gli strumenti di condivisione? Un catch-all che li rende “semplici strumenti”… poco importanti, direi.

La chiave? I (soliti e meravigliosi) feed.

Lo sto provando, da qualche giorno, con grande soddisfazione! Bello.

Mi ci ritrovo in pieno!

«Leggo l’Atlantic e scopro di non essere il solo che sta perdendo l’abitudine alla lettura. Ormai riesco a digerire la scrittura solo a piccoli blocchi. Datemi un testo di più pagine e vengo subito assalito dal desiderio incontenibile di controllare la mia posta elettronica. È tutto così dispersivo. Eppure vedo meno tv e sono meno indaffarato di dieci anni fa. Giorni fa mi hanno dato da recensire un libro. Avevo pochissimo tempo per leggerlo. È stata una fatica tremenda. Mi sono imposto di restare per ore su una sedia scomodissima. Ce l’ho fatta, ma alla fine avevo una sensazione di vuoto, di colpa per essermi allontanato per tanto tempo dal mondo».

(dal Corriere via Web e Conoscenza

)

blogger vs “persona che ha un blog”

Sto sviluppando una grave forma di intolleranza da etichette.

Tagghiamo tutto, e tutto, improvvisamente, diventa privo di significato profondo. L’abito fa il monaco. L’esteriorità è tutto. Altro che web semantico, si dovrebbe lavorare sulla vita reale semantica.

Prendiamo, ad esempio, l’etichetta bloggerMauro, a proposito della vicenda “un blogger (?!) critica un’azienda e si becca una querela (!) “, dice:

[...] Non credo che serva una “lettera aperta dei blogger” (io peraltro non mi sento tale – solo solo una “persona che ha un blog”, che è diverso) [...]

O mamma, è vero. Anche io mi sento semplicemente “una persona che ha un blog” e quindi non sarei un blogger – almeno non propriamente - e ancora quindi, non avevo il diritto di firmare quella lettera!

Ma, allora, cosa (o chi) vogliamo indicare con quel blogger?!?. Servono dei requisiti particolari per esserlo? E’ un nuovo mestiere? Una nuova casta? Suona, insomma, come giornalisti o politici? Anche wikipedia non mi aiuta definendo blogger semplicemente come “Il creatore e curatore di un blog“.

Mauro, aiutami a capire: che vordì blogger? :)

La mia musicassetta – restored!

Anche io, come molti altri, ho condiviso in Rete i miei gusti musicali con muxtape.

Non ho fatto un qualcosa a tema, come ero solito fare da “giovane” (quei nastri auto-prodotti erano un vero strumento di seduzione di massa! :D ), ma una semplice raccolta di brani a cui tengo particolarmente.

Ne è venuta fuori una cosa non esattamente armoniosa, ma comunque ricca di spunti interessanti. Credo. Spero.

Buon ascolto… :)

 UPDATE del 27/05: Big lost: quelli di muxtape si sono persi la mia  cassetta :(

What it boils down to is that only 15% or so of songs uploaded in the last three weeks (and 100% of songs before that point) are going to be restored. I’m very sorry about this, and I’m working with some brilliant minds to make sure it never happens again. Muxtape will be back online this afternoon

Ripeterò l’upload a breve…

UPDATE del 02/06: Nastro ripristinato! (ho aggiunto un pezzo da “applauso” del mio chitarrista preferito Steve Howe)

E tu cosa aspetti a fare carriera?

Recentemente ho partecipato alla conversazione tra un funzionario di una banca dove tengo alcuni corsi e un giovane impiegato dello stesso istituto.
Il dirigente ad un certo punto se ne esce con una frase tipo “30 anni di carriera direttiva mi hanno rovinato il cuore. Ho 5 bypass e sono tutti dovuti al mio lavoro”
poi, con incredibile tempismo, si rivolge al giovane impiegato e aggiunge “e tu cosa aspetti a fare carriera?”
Potete immaginarvi l’imbarazzo (o era vera paura?) dell’impiegato nel rispondere che preferiva lasciare queste cose ad altri.
E ci mancherebbe! Chi pagherebbe un prezzo di 5 bypass per una carriera?
continua a leggere l’articolo

(via lamiacarriera)

I miracoli della “link popularity”

Leggendo su Pandemia di “Blog che passano da 100 a 60.000 visitatori in 24 ore”, mi vengono in  mente alcune (banali) considerazioni:

  • Ancora una volta, viene confermata la straordinaria potenza del passaparola alla base del Blog. L’”effetto onda” quasi mi spaventa, tanto è dirompente… e incontrollabile.
  • “Tornare indietro” non fa parte del vocabolario della Rete.  Le sinapsi funzionano troppo bene e i neuroni NON DIMENTICANO. Chiedete a napoletone…
  • Gli italiani amano il pettegolezzo, più di ogni altra cosa.
  • Gli italiani evadono le tasse.
  • Non faccio NIENTE per promuovere questo blog.
  • Mi piacerebbe “diventare famoso in 3 ore”?  …  NO, Grazie!  Non mi interessa. (o forse si?!? mmm)
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