La persona al centro con friendfeed

domanda

Sì, c’è! Si chiama friendfeed

Il focus? La persona.

Gli strumenti di condivisione? Un catch-all che li rende “semplici strumenti”… poco importanti, direi.

La chiave? I (soliti e meravigliosi) feed.

Lo sto provando, da qualche giorno, con grande soddisfazione! Bello.

blogger vs “persona che ha un blog”

Sto sviluppando una grave forma di intolleranza da etichette.

Tagghiamo tutto, e tutto, improvvisamente, diventa privo di significato profondo. L’abito fa il monaco. L’esteriorità è tutto. Altro che web semantico, si dovrebbe lavorare sulla vita reale semantica.

Prendiamo, ad esempio, l’etichetta bloggerMauro, a proposito della vicenda “un blogger (?!) critica un’azienda e si becca una querela (!) “, dice:

[...] Non credo che serva una “lettera aperta dei blogger” (io peraltro non mi sento tale – solo solo una “persona che ha un blog”, che è diverso) [...]

O mamma, è vero. Anche io mi sento semplicemente “una persona che ha un blog” e quindi non sarei un blogger – almeno non propriamente - e ancora quindi, non avevo il diritto di firmare quella lettera!

Ma, allora, cosa (o chi) vogliamo indicare con quel blogger?!?. Servono dei requisiti particolari per esserlo? E’ un nuovo mestiere? Una nuova casta? Suona, insomma, come giornalisti o politici? Anche wikipedia non mi aiuta definendo blogger semplicemente come “Il creatore e curatore di un blog“.

Mauro, aiutami a capire: che vordì blogger? :)

I miracoli della “link popularity”

Leggendo su Pandemia di “Blog che passano da 100 a 60.000 visitatori in 24 ore”, mi vengono in  mente alcune (banali) considerazioni:

  • Ancora una volta, viene confermata la straordinaria potenza del passaparola alla base del Blog. L’”effetto onda” quasi mi spaventa, tanto è dirompente… e incontrollabile.
  • “Tornare indietro” non fa parte del vocabolario della Rete.  Le sinapsi funzionano troppo bene e i neuroni NON DIMENTICANO. Chiedete a napoletone…
  • Gli italiani amano il pettegolezzo, più di ogni altra cosa.
  • Gli italiani evadono le tasse.
  • Non faccio NIENTE per promuovere questo blog.
  • Mi piacerebbe “diventare famoso in 3 ore”?  …  NO, Grazie!  Non mi interessa. (o forse si?!? mmm)

Tempi duri per gli scettici…

Nel 1995, Newsweek non credeva molto al futuro di internet. Un pezzo d’archivio da rileggere con un sorriso paziente. Titolo: “The Internet? Bah!”. Dedicato a chi non ci vuole credere nemmeno adesso…

Luca

Due anni e mezzo fa la popolare rivista di economia Forbes additava ai blog come un grosso pericolo per le aziende ed il business in generale. Oggi annunciano l’apertura di un network di oltre 400 blog accuratamente selezionati. Interessante, no?

Mauro 

Tempi duri per gli scettici…

Il popolo IN Rete

Far parte della blogosfera è sfidante. Sento parlare di eccellenza. Di innovazione. Di nuove idee. Leggo bellissimi blog di bellissime persone. Persone che spesso sanno fermare concetti altissimi con poche semplici parole. E’ veramente una bella esperienza leggere i loro appunti in Rete.

C’è anche tanta normalità e mi piace. Forse ancora di più. Non sarò mai un eccellente. Sono un “normale”. Uno dei tanti. E mi chiedo se c’è veramente posto per me. Quale, il mio ruolo i questo ecosistema. I “tanti” possono fare qualcosa di utile e significativo?

L’ultimo episodio che ha visto protagonista Vespa, non mi scandalizza più di tanto. Anzi. Ha rappresentato, secondo me, il punto di vista di molte, moltissime persone. Sono loro, con i loro pregiudizi, le loro paure, la loro ignoranza (in materia), la norma. Ammettiamolo.

Mauro Lupi la vede diversamente. Io sono più pessimista e credo che la maggioranza della popolazione, ancora oggi, utilizzi semplicemente Internet, ma non la viva. Non ha ancora scoperto la parte abitata della Rete.

In Vespa, ho ritrovato tutto il digital divide non solo cognitivo che vedo ogni giorno nella mia azienda, in famiglia, con gli amici. E non parlo di persone poco interessanti o poco interessate. L’età fa tanto, è vero, ma anche moltissimi giovani non hanno “capito” questi strumenti. Io stesso, malgrado arrivi da bbs, pad x.25, da connessioni ad Internet con modem a 2400bps “rubati” ai collegamenti SIA, non avevo ancora colto il lato umano della Rete.

L’intervento di Vespa potrebbe darci un’opportunità. Mi spiego.

Dal mio punto di vista, il problema dell’innovazione e degli innovatori è l’elevata latenza con la quale idee, scoperte, vengono adottate dalla base. Troppe idee hanno un basso indice di diffusione e penetrazione.

Un amico sacerdote mi raccontava del grosso problema che ha la Chiesa nel tramutare in fatti concreti le idee rivoluzionarie dell’ultimo concilio. Idee, nella maggior parte dei casi, ancora ferme in bellissimi libri, rimasti purtroppo polverosi. La Chiesa, mi dice, è pre-concilio (e come dargli torto…).

Dobbiamo spostare l’attenzione anche sulla fase di trasferimento della Conoscenza. Il punto critico.

Ed è proprio a questo livello che i “normali” possono essere utili. Possono trovare il loro ruolo. Pensandoci, se è vero che non mi sento un innovatore in termini assoluti (e non lo sarò mai), mi rendo conto che in alcuni ambienti posso dare tanto: una sorta di innovatore relativo. Forse, un evangelista. Un attuatore.

Le belle idee, specie se utili per l’uomo, meritano di essere diffuse. Lavoriamo, insieme, per trasformare il “popolo della Rete” in “popolo in Rete”.

Il Banco di Sardegna entra in Sardigna! – Qualche considerazione

Ecco qualche nota personale sull’evento di ieri. – A proposito, rimanendo fedele alla Teoria della Complessità, e al suo “Try & Learn”, ho sperimentato un mini live-blogging su Twitter. Esperienza interessante… -

Ho trovato noiosa la parte autoreferenziale e pubblicitaria. Molto più coinvolgente quella interattiva con domande (interessanti), risposte (pacate e oneste), quasi-polemiche (ma con i “giusti” toni). Il DIALOGO, finalmente, protagonista.

Fra tante, una domanda (spinosa) sul “ruolo sociale delle banche” mi ha particolarmente colpito.

Mi chiedo. La banca viene percepita come qualcosa di positivo? I “servizi” che offre sono realmente conosciuti? Hanno il giusto prezzo? L’ETICA guida il nostro operato? Siamo “difendibili”?

Domande. Dubbi. Luoghi comuni. Risposte. E’ necessario instaurare un canale di comunicazione bidirezionale, dove dialogare apertamente con le persone (non “consumatori”). State pensando al blog? Anche io! ;)

Chissà…

p.s. Dubbi su Second Life e i sui avatar.

  • Il mio aveva una foltissima chioma bionda. Significa qualcosa?
  • Sapeva ballare da dio e per uno strano fenomeno di magnetismo si è affiancato ad un avatar donna. Una bomba sexy paurosa! Significa qualcosa?
  • Ieri notte mia moglie mi guardava in cagnesco. Significa qualcosa?

:)

EDIT: Scopro solo ora il blog del progetto “Sardigna in Second Life”. Ecco il link. Lo seguirò via feed…

Il non-bloggare

“Grillo con ogni probabilità usa così tanto Internet – e detesta così tanto i giornali – proprio perché il blog gli consente questo non-confrontarsi, questo non-dibattere.” (L’intervista mai fatta a Beppe Grillo)

Ed io che pensavo che il blog rappresentasse lo strumento principe per il confronto in Rete…

Il blog e il “cliente interno”

Oggi sono tornato a lavoro con entusiasmo da vendere, poi sono bastate poche ore e l’avevo già venduto tutto ( e a prezzi stracciatissimi!!!). Ora mi tocca beccarne un altro pò fuori da qui.

La banca, come moltissimi altri lavori, non è propriamente un ambiente “facile”. Dov’è che ho letto “Ho resistito meno di otto anni e poi…”. :humm:

Comunuque, sempre in tema business blog e rapporto azienda/client, segnalo una notizia (vecchia) apparsa sul ilSole24ore del 14, dal titolo: “In Nokia dialogo costante grazie al blog” .

La notizia è orientanta più specificatamente a quello che, dal mio punto di vista, rappresenta il Cliente con la “C” maiuscola, quello più importante in un’azienda, quel “cliente interno” ancora trascurato, mal utilizzato, ignorato, temuto… il dipendente.

In Nokia qualcosa si muove, e si muove nella giusta direzione!

Se ritrovo un pò di quella cosa là… com’era??? ah, si… entusiasmo!!!, farò una proposta (scandalosa) alla mia azienda.

p.s. Mi piacerebbe conoscere altre realtà dove blog, wiki o altri strumenti collaborativi, sono stati utilizzati per migliorare la comunicazione interna aziendale. Graditissimi suggerimenti…

:)

Ma si… “umanizziamolo” questo benedetto business! (con slide)

Ieri, a Milano, ho avuto la fortuna di partecipare ad un corso di formazione organizzato dal Sole24ore e tenuto da Mauro Lupi dove si parlava (con passione) di Business Blog.

Mi considero ancora un uomo IT (17 anni passati a smanettare con reti, sysop, db pesano ancora troppo rispetto all’annetto di Finanza) e ammetto di avere un certo pregiudizio verso tutto quello che è commerciale (non mi dite che tecnici e commerciali parlano la stessa lingua, altrimenti…). Eppure, ieri, ho avuto la conferma che la Rete sta modificando profondamente il rapporto AZIENDA/CLIENTE, rendendolo più equilibrato, più naturale, trasformandolo in un incontro PERSONE/PERSONE molto più vicino al mio modo di vedere le cose.

E così, non c’è stata nessuna cosa del tipo “ti spiego questo strumento, così poi riuscirai a vendere di più…”, ma piuttosto un “care aziende, siete VERAMENTE interessati ai vostri clienti? Avete capito che, più di clienti, dobbiamo iniziare a parlare di persone? Volete, realmente, interagire con loro? Bene, allora strumenti come il blog vi possono dare una grande mano!”. Bello!

Da vedere anche il “video-consiglio” alle aziende, una perfetta sintesi sul tema, sempre di Mauro Lupi.

Mi piacciono le persone che trasmettono passione, persone che credono in quello che fanno, che hanno il giusto rapporto con la tecnologia (strumenti al servizio delle persone), che danno visibilità anche agli altri (bello e stimolante l’intervento di Andrea Andreutti). Bene, in Mauro Lupi ho visto tutto questo.

Non c’è che dire, è stato proprio un bell’incontro.

EDIT (20/11) – Ecco le slide utilizzate da Mauro Lupi:

;)

Bolle di sapone

Ecco un interessantissimo blog che si occupa di finanza: http://icebergfinanza.splinder.com

Una voce fuori dal coro dove, fra l’altro, si parla di “bolle” (non di sapone :D )
http://icebergfinanza.splinder.com/post/13395596/UN+MONDO+DI+CRISTALLO%21

Mi viene in mente Filiberto Pieravanti docente ad un corso su mercati e prodotti finanziari, svolto questo Febbraio, quando sfogliando il Sole24ore trovò un piccolissimo trafiletto che parlava di problemi nel settore dei mutui subprime e disse: “uhm, interessante, leggiamolo! Ah, una cosa… ricordatevi sempre che il sole si legge dall’ultima pagina. Quando trovi la notizia in prima pagina è già troppo tardi.”

Oggi è troppo tardi?

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