Stili di direzione aziendale 11 Dicembre, 2008
Posted by francescocugurra in economia.Tags: organizzazione aziendale, stile autoritario, stile partecipativo, teoria x, teoria y
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Secondo la teoria <<X>> di D.McGregor, l’individuo è indolente per natura, è privo di ambizioni, non desidera assumersi responsabilità, si preoccupa principalmente dei propri problemi e assai poco di quelli dell’azienda ed è contrario ai cambiamenti; ciò significa che l’azienda, di fronte a soggetti tendenzialmente passivi, se non ostili, deve assumersi la loro guida e indirizzarli verso il raggiungimento di determinati obiettivi senza preoccuparsi più di tanto della loro soddisfazione, se non quella economica, l’unica cioè alla quale sono sensibili.
Secondo la teoria <<Y>>, al contrario, l’individuo interpreta il lavoro come una normale attività dell’uomo, è naturalmente ambizioso (intende salire nella scala dei bisogni), è disponibile verso l’azienda e proprio per questo in grado di accettare eventuali cambiamenti, è disposto ad assumersi responsabilità e non necessita di un controllo continuo e minaccioso; pertanto, in presenza di soggetti motivati ed in grado di autoregolarsi, l’azienda ha la possibilità di soddisfare le esigenze dei propri dipendenti, ottenendo al tempo stesso in contropartita (e senza grande sforzo) comportamenti conformi agli obiettivi aziendali.
(Lezioni di Economia Aziendale – Francesco Manca)
Aggiungo solo che entrambi gli stili condizionano pesantemente la riposta del dipendente. L’ambiente fa molto, e solo pochi “resistono”. Ecco perchè, trovo vincente lo stile partecipativo.
Ma c’è qualche azienda che, ancora oggi, applica lo stile autoritario contenuto nella teoria X? La risposta sembrerebbe scontata, ed invece…
E tu cosa aspetti a fare carriera? 9 Maggio, 2008
Posted by francescocugurra in economia, personale.Tags: banca, carriera
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Recentemente ho partecipato alla conversazione tra un funzionario di una banca dove tengo alcuni corsi e un giovane impiegato dello stesso istituto.
Il dirigente ad un certo punto se ne esce con una frase tipo “30 anni di carriera direttiva mi hanno rovinato il cuore. Ho 5 bypass e sono tutti dovuti al mio lavoro”
poi, con incredibile tempismo, si rivolge al giovane impiegato e aggiunge “e tu cosa aspetti a fare carriera?”
Potete immaginarvi l’imbarazzo (o era vera paura?) dell’impiegato nel rispondere che preferiva lasciare queste cose ad altri.
E ci mancherebbe! Chi pagherebbe un prezzo di 5 bypass per una carriera?
… continua a leggere l’articolo(via lamiacarriera)
Ti sei perso nella campagna elettorale? E ALLORA (dis)ORIENTATI! 27 Marzo, 2008
Posted by francescocugurra in economia, personale.Tags: openpolis, politica
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Io sono qui.

…e questi i dettagli.
Sono un po’ disorientato, pensavo di essere più vicino al PD. Comunque considero Tonino il personaggio politico più positivo del governo uscente (imho) e quindi mi accontento della posizione corrente!
p.s. Avevo un terrore matto di finire vicino alla lega o al cavaliere… fiuuu
Provaci, (dis)orientati anche TU…
Buone notizie… 14 Marzo, 2008
Posted by francescocugurra in economia.Tags: crisi, recessione, tendopoli, usa
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Il Banco di Sardegna entra in Sardigna! – Qualche considerazione 21 Febbraio, 2008
Posted by francescocugurra in blog, economia, personale, web 2.0.Tags: banco di sardegna, complessità, live-blogging, Sardigna, Second Life, try & learn, twitter
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Ecco qualche nota personale sull’evento di ieri. – A proposito, rimanendo fedele alla Teoria della Complessità, e al suo “Try & Learn”, ho sperimentato un mini live-blogging su Twitter. Esperienza interessante… -
Ho trovato noiosa la parte autoreferenziale e pubblicitaria. Molto più coinvolgente quella interattiva con domande (interessanti), risposte (pacate e oneste), quasi-polemiche (ma con i “giusti” toni). Il DIALOGO, finalmente, protagonista.
Fra tante, una domanda (spinosa) sul “ruolo sociale delle banche” mi ha particolarmente colpito.
Mi chiedo. La banca viene percepita come qualcosa di positivo? I “servizi” che offre sono realmente conosciuti? Hanno il giusto prezzo? L’ETICA guida il nostro operato? Siamo “difendibili”?
Domande. Dubbi. Luoghi comuni. Risposte. E’ necessario instaurare un canale di comunicazione bidirezionale, dove dialogare apertamente con le persone (non “consumatori”). State pensando al blog? Anche io!
Chissà…
p.s. Dubbi su Second Life e i sui avatar.
- Il mio aveva una foltissima chioma bionda. Significa qualcosa?
- Sapeva ballare da dio e per uno strano fenomeno di magnetismo si è affiancato ad un avatar donna. Una bomba sexy paurosa! Significa qualcosa?
- Ieri notte mia moglie mi guardava in cagnesco. Significa qualcosa?
EDIT: Scopro solo ora il blog del progetto “Sardigna in Second Life”. Ecco il link. Lo seguirò via feed…
Il Banco di Sardegna entra in Sardigna! 20 Febbraio, 2008
Posted by francescocugurra in economia, web 2.0.Tags: banco di sardegna, Sardigna, Second Life
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Mercoledì 20 febbraio, ore 21.00. Presentazione e annuncio dell’ingresso in Sardigna del ‘Banco di Sardegna’, con i suoi servizi alle imprese e al cittadino.Sardigna, anfiteatro, ore 21.00
Non ero mai entrato in Second Life. (Mi devo vergognare?)
E’ che lo trovo un po’ troppo “virtuale” per i miei gusti. Non lo capisco. Non lo conosco. Nutro diversi pregiudizi, insomma.
Comunque, qualche giorno fa, incuriosito proprio da questa iniziativa della mia azienda, ho fatto un giretto da quelle parti. Dopo qualche tempo passato a svolazzare qua e la (dire impacciato sarebbe farmi un complimento), sono riuscito a teletrasportare il mio avatar (ultra standard) nella mia terra virtuale: la Sardigna.
Bell’impatto. Anzi, ottimo direi. Mare. Nuraghi. Ospitalità. Divertimento. Niente lucro. C’era qualcosa di molto familiare nell’aria. La “sardità”, anche se virtuale, si è fatta sentire. Quelli dello staff, poi, sono stati gentilissimi e soprattutto molto pazienti! (ho fatto tanti di quei casini con le impostazioni audio che Vista – per qualche sVista – non voleva far funzionare)
Poi, ho visitato anche il punto di presenza del Banco.
Carino. Belle texture. Loghi e banner pubblicitari in bella evidenza (troppo?). Tutto molto cliccabile, anche se la sensazione di “vuoto” è stata forte.
So, what?
Si, avete capito bene, alla fine mi sfugge il senso di questa iniziativa. Sperimentazione? Moda? Voglia di dialogo? Mi sa che faccio un fischio ad Andrea Pisano, il mio amico-collega del Marketing, per vedere se riesce a chirirmi le idee.
Stasera, figli permettendo, ci farò un salto.
La perdita di un’ultima fede (nel debito) 19 Febbraio, 2008
Posted by francescocugurra in economia.Tags: 1929, credito, debito, fede
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Paul Krugman dice: assistiamo «alla crisi di una fede».
La fede che un’economia basata sui debiti, sulla promessa di pagare di miliardi di persone e imprese e Stati, sarebbe stata sempre «liquida».
Crisi di fede nelle agenzie di rating, quelle che ci hanno assicurato che i titoli garantiti da mutui concessi a gente disoccupata o a protestati valevano AAA.
La grande, ultima, vera fede americana: vivere da ricchi a credito.
Pezzo ruvido. Molto ruvido. Contro la “sindrome di Peter Pan”…
Da leggere.
Il potere della collaborazione 15 Febbraio, 2008
Posted by francescocugurra in economia, web 2.0.Tags: cisco, collaborazione, nova24, rete che cambia l'azienda, tutti vincono
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Vero è che predicare bene è più facile del relativo razzolare, ma l’opinione espressa da Stefano Venturi, amministratore delegato di Cisco in Italia, su Nova24, a proposito di “rete che cambia l’azienda“, mi entusiasma! Non poco.
Riporto alcuni passaggi VERAMENTE interessanti.
“Concepire la tecnologia come una forza che si pone al servizio della comunità. Comprendere il potere che i network sociali liberano nelle persone. Vivere la tensione utopica che c’è al fondo della grande trasformazione introdotta della rete, contro un’oscurantismo fondamentalmente motivato dalla mancanza di strumenti culturali per conoscere ciò che sta succedendo”
“La collaborazione tra pari che la rete consente, favorisce e suggerisce, genera un arricchimento per le persone che ne fanno l’esperienza del quale ci dobbiamo rendere conto. Se comprendiamo questo possiamo comprendere tutto il resto: sviluppo, equità, paesi emergenti”
“Dal disegno dei prodotti all’assunzione di nuovi collaboratori, la rete delle persone può essere una fonte di ricchezza di idee oppure può essere tagliata fuori. La scelta è decisiva: o si abilita l’azienda al potere devastante della rete o si rifiuta i blocco tutto questo. Ma potrebbe essere un errore molto grave”
“[In Cisco] Nessuno ha mai causato problemi di alcun tipo. Nessuno si sogna di rivelare il codice di un prodotto che uscirà tra due anni. Ma molti scambiano idee e informazioni con l’esterno e si arricchiscono di relazioni e cultura. Del resto, mi pare evidente che lo spionaggio industriale non si fa con i blog. Mentre la relazione di fiducia che si costruisce collamborando in rete con i fornitori e i clienti diventa un ricchezza inestimabile, che dura nel tempo”
“L’Olivetti era un’azienda in cui si pensava al business come a un’attività nella quale i benefici prodotti vanno giustamente condivisi fra tutti gli stakeholders. La cultura della rete ritorna su questo approccio e lo migliora: perchè rende possibili rapporti economici nei quali tutti vincono”
…rapporti economici nei quali tutti vincono! Un sogno.
Quando si parla di manager illuminati…
Il dramma dei mercati, la commedia italiana 25 Gennaio, 2008
Posted by francescocugurra in economia.Tags: commedia, crisi, De Benedetti, dramma, governo, serietà
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Titolo azzeccatissimo tratto dal IlSole24ore di qualche giorno fa, che sintetizza molto bene – e aggiungo, purtroppo – questo particolare momento storico.
Serviva più serietà. Proprio in questo momento così difficile. O nessuno se ne è accorto?!?
Signori, là fuori, si sta scatenando uno tzunami di proporzioni epiche. Si sta manifestando, sempre più chiaramente, una CRISI che ci investirà tutti. Altro che beghuccie di campanile: fiducia, poltrone, voti, sputi, traditori. Quisquiglie, se paragonate a certi problemi. Veri.
De Benedetti su Repubblica lo chiarisce bene (se ce ne fosse bisogno).
Ci voleva più serietà.
Cade il governo 24 Gennaio, 2008
Posted by francescocugurra in economia.Tags: casino, fiducia, governo, prodi
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e Prodi va a casa… personalmente, mi dispiace, non tanto per i meriti (pochi) di questo governo ma per le prospettive ancora peggiori. Senza riforme, sarà un bel casotto…
imho
(http://twitter.com/fcugurra)

