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Fra Sassari e l’innovazione… c’è di mezzo il mare 23 Febbraio, 2008

Posted by francescocugurra in personale.
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Il mese scorso noto la pubblicità di Nòva24 Review. Penso: mi abbono. Ci ripenso: non ho soldi, provo il primo, se mi piace continuo. Furbo, no?

Verifico e scopro che c’è una “libreria professionale” de ilSole24Ore a Sassari. La libreria “Mille Libri”, in Via Dei Mille, 11. Bene, ci farò un salto.

Arriva il 14 Febbraio. Entro e chiedo della rivista. NON LA CONOSCONO!

Perplesso, tolgo fuori una copia di Nova, l’inserto del Giovedì del Sole. Mostro loro la pubblicità. La frase “Abbonati al futuro” genera un fraintendimento. Ci impiego una decina di minuti per convincere (poco) le due commesse. Una delle due, nervosetta, chiama il rappresentate. Chiede: mmm… arriva? … arriva! … quando? … giovedì prossimo… giovedi prossimo?!? … forse… forse?!?

Le guardo. Guardo Nova. Segnano il mio numero di cellulare. Esco, ripensando all’abbonamento. Furbo, no?
Ieri ho ritirato la rivista. Ne sono arrivate tre, mi dice la gentile signora, ed io sono l’unico ad averla richiesta. Wow, l’unico scemo innovatore a Sassari! Ma baff.. Sorrido. Amaro.

p.s. La rivista comunque sembra molto interessante! Almeno quella… ;)

Il potere della collaborazione 15 Febbraio, 2008

Posted by francescocugurra in economia, web 2.0.
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Vero è che predicare bene è più facile del relativo razzolare, ma l’opinione espressa da Stefano Venturi, amministratore delegato di Cisco in Italia, su Nova24, a proposito di “rete che cambia l’azienda“, mi entusiasma! Non poco.

Riporto alcuni passaggi VERAMENTE interessanti.

“Concepire la tecnologia come una forza che si pone al servizio della comunità. Comprendere il potere che i network sociali liberano nelle persone. Vivere la tensione utopica che c’è al fondo della grande trasformazione introdotta della rete, contro un’oscurantismo fondamentalmente motivato dalla mancanza di strumenti culturali per conoscere ciò che sta succedendo”

“La collaborazione tra pari che la rete consente, favorisce e suggerisce, genera un arricchimento per le persone che ne fanno l’esperienza del quale ci dobbiamo rendere conto. Se comprendiamo questo possiamo comprendere tutto il resto: sviluppo, equità, paesi emergenti”

“Dal disegno dei prodotti all’assunzione di nuovi collaboratori, la rete delle persone può essere una fonte di ricchezza di idee oppure può essere tagliata fuori. La scelta è decisiva: o si abilita l’azienda al potere devastante della rete o si rifiuta i blocco tutto questo. Ma potrebbe essere un errore molto grave”

“[In Cisco] Nessuno ha mai causato problemi di alcun tipo. Nessuno si sogna di rivelare il codice di un prodotto che uscirà tra due anni. Ma molti scambiano idee e informazioni con l’esterno e si arricchiscono di relazioni e cultura. Del resto, mi pare evidente che lo spionaggio industriale non si fa con i blog. Mentre la relazione di fiducia che si costruisce collamborando in rete con i fornitori e i clienti diventa un ricchezza inestimabile, che dura nel tempo”

“L’Olivetti era un’azienda in cui si pensava al business come a un’attività nella quale i benefici prodotti vanno giustamente condivisi fra tutti gli stakeholders. La cultura della rete ritorna su questo approccio e lo migliora: perchè rende possibili rapporti economici nei quali tutti vincono”

…rapporti economici nei quali tutti vincono! Un sogno.

Quando si parla di manager illuminati…

Strumenti (postcontemporanei) di Condivisione 9 Febbraio, 2008

Posted by francescocugurra in personale, web 2.0.
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Si assomigliano vero? Già.

Parafrasando il (bellissimo) articolo di Nova24, “I postcontemporanei”, mi verrebbe da aggiungere:

[i postcontemporanei] Amano CONDIVIDERE il proprio tempo e le proprie passioni con gli amici. Più o meno connessi.
Per farlo, usano STRUMENTI, solo in apparenza, diversi. Per loro, una pentola e un NAS si assomigliano parecchio.
Anzi. Sono proprio la stessa cosa.

p.s.
La “scatoletta”, in foto, è l’NSLU2 – un piccolo NAS – della Linksys, con firmware (e hardware) modificabile. Un vero gioiellino!
La pentola, beh, su quella non c’è niente da aggiungere… ;)

Un caos chiarificatore – aggiornato 10 Gennaio, 2008

Posted by francescocugurra in economia, web 2.0.
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Anche oggi, Nòva24 era ricchissimo di contenuti molto interessanti e
stimolanti. Si è parlato di complessità. Di caos. Di questo mondo non
lineare e della voglia di capirlo. Un caos, caso strano, chiarificatore.

Replico in questo spazio una bellissima sintesi tutta da meditare.

I sette principi.

Cogli l’attimo creativo. Le vecchie idee sono superate, è il
momento per intraprendere un percorso intelletuale nella complessità.
Inseguendo l’improbabile, l’attimo creativo, il sogno all’rlo del caos.
Come? Con un approccio innovativo, che si fonda sui sette principi
della teoria della complessità, a cui si fanno corrispondere i sette
principi del management della complessità: autorganizzazione,
disorganizzazione creativa, condivisione, flessibilità strategica,
network organization, circoli virtuosi, learning organization.

  • Autorganizzazione.
    • Come stormi di uccelli. Le organizzazioni si
      autorganizzano sostenendo la nascita di reti interne ed esterne per far
      emergere l’intelligenza distribuita.
  • Disorganizzazione creativa.
    • Cambiare per rimanere se stessi. La discontinuità visibile ricercata dalle organizzazioni alimenta il circolo della creazione.
  • Condivisione.
    • Circolo virtuoso. La continuità visibile tende al miglioramento continuo verso l’eccellenza operativa.
  • Flessibilità strategica.
    • Gestire l’inaspettato. La prontezza nel recepire anche i segnali deboli modificando le proprie direzioni può fare la differenza.
  • Network Organization.
    • Dal castello alla rete. L’apertura verso l’esterno (la diffusione dell’outsourcing, per esempio) ha portato al passaggio dalla cultura del possesso a quella del presidio.
  • Circoli virtuosi.
    • Il circolo dei circoli. L’innovazione genera sviluppo e lo sviluppo genera le risorse per investire in innovazione.
  • Learning organization
    • Sbagliando si impara. Instaurando una cultura tollerante all’errore e lasciandosi alle spalle modelli antiquati si incoraggia l’azione che è fonte di apprendimento.

“La complessità è uno dei settori in più rapida crescita nell’economia della conoscenza: chi la sa leggere soppravive”

EDIT – Luca mi ricorda che il modello citato dei 7 principi è tratto dal libro Viaggio nella complessità, di De Toni e Comello. Libro che spero di iniziare a leggere presto… ;)

Vi rimando ad un post in tema di Luca de Biase.