Il blog e il “cliente interno”

Oggi sono tornato a lavoro con entusiasmo da vendere, poi sono bastate poche ore e l’avevo già venduto tutto ( e a prezzi stracciatissimi!!!). Ora mi tocca beccarne un altro pò fuori da qui.

La banca, come moltissimi altri lavori, non è propriamente un ambiente “facile”. Dov’è che ho letto “Ho resistito meno di otto anni e poi…”. :humm:

Comunuque, sempre in tema business blog e rapporto azienda/client, segnalo una notizia (vecchia) apparsa sul ilSole24ore del 14, dal titolo: “In Nokia dialogo costante grazie al blog” .

La notizia è orientanta più specificatamente a quello che, dal mio punto di vista, rappresenta il Cliente con la “C” maiuscola, quello più importante in un’azienda, quel “cliente interno” ancora trascurato, mal utilizzato, ignorato, temuto… il dipendente.

In Nokia qualcosa si muove, e si muove nella giusta direzione!

Se ritrovo un pò di quella cosa là… com’era??? ah, si… entusiasmo!!!, farò una proposta (scandalosa) alla mia azienda.

p.s. Mi piacerebbe conoscere altre realtà dove blog, wiki o altri strumenti collaborativi, sono stati utilizzati per migliorare la comunicazione interna aziendale. Graditissimi suggerimenti…

🙂

Annunci

5 pensieri su “Il blog e il “cliente interno”

  1. E allora parliamone de sto business blog!!!
    Appena pronunci questa parola, tutti sembrano dire “ah, bella sta cosa dei blog”.
    Ma quanti modi ci sono per declinare lo strumento in ottica di vantaggio aziendale?
    Secondo me:
    1)Orientato al cliente interno:
    più semplice, forse, ottimo come base sperimentale, e con la possibilità di essere messo in piedi in breve tempo, anche con incoscienza (a Fra, io mi butterei….), condividendo gli argomenti con pochi ma fidati, iniziando magari a parlare proprio del blog…

    2)Corporate Blog:
    più complesso, ma tanto, tanto affascinante, e, volendo fare quelli che si accodano (cosa c’è di male?) seguire le orme del buon Andreutti con il blog di Samsung Italia, che reputo una via equlibrata per scardinare le vetuste logiche che attanagliano le innovazioni nella nosra azienda….

    P.S.- Ho esordito bene nella Blogosfera?

    EDIT: Ho aggiunto i due link 😉

  2. Non avevo mai visto il dipendente come un “cliente interno”, non so se sono convinto che lo sia però.

    Il Corporate Blog fa paura in Italia perchè è difficilissimo trovare una persona interna che parli bene dell’azienda dove lavora, pensateci: quanta gente conoscete che parla bene del posto di lavoro?

    … poi magari le cose cambiano eh… 🙂

  3. Basta pagarli bene i dipendenti e poi, eccome se ne parlano bene dell’azienda!
    Scherzo…esistono piu virtuosi di quanto si pensi (pensierino della buonanotte).

  4. @greekey:

    Parlo di clienti interni perchè impiegato presso un servizio di direzione generale non ho a che fare direttamente con i clienti esterni, ma proprio con quelli interni: i miei colleghi! Non ho sempre il capello di “fornitore di servizi”, spesso divento cliente e “busso” da altri miei colleghi per chiedere qualcosa (e che cavolo, mica devo fare tutto io!! :D).

    Se prendi in considerazione il primo livello di aggregazione, l’ufficio, lo puoi vedere già come una micro-azienda interna all’azienda. Uffici dialogano con altri uffici (una sorta di mini b2b). I singoli diventano a turno clienti di altre micro-aziende. Poi, sali di livello e passi ai servizi, stesse dinamiche, ma ancora più incasinate, e così via.

    In tutto questo casino, perchè di questo si tratta, manca spesso un sistema efficace di comunicazione.

    Così l’ufficio si trasforma in “il capo dell’ufficio” e le persone che ci sono sotto, gli addetti (brrrrrrr, ma io dico… chi cavolo l’ha coniata questa specie di parolaccia?!? bah…), vengono dimenticati. Esclusi dal sistema premiante, da quello incentivante si finisce come dici anche tu, per “odiare” la tua azienda. Ci si sente traditi e, come dice un mio amico, si inizia a “lavorare per il 27”.

    Credo, spero che l’azienda nuova, anche con strumenti come il blog, riesca a riscoprire le persone che la popolano, dando loro la possibilità di parteciparla attivamente.

    miiiiii che commento lungo…. ciao green 🙂

  5. @andrea: finalmente sei uscito allo scoperto eh…. bene.

    Tu sai come la penso, il blog è solo un tassello di un puzzle molto più complesso, dove la difficoltà maggiore sarà quella del “cambio di mentalità” necessario per far funzionare il tutto. Senza quello, non andiamo da nessuna parte.
    In questo senso, per far emergere pregiudizi, per chiarire i fraintendimenti e dubbi vari, lo schema proposto da Andrea Andreutti mi sembra l’ideale.

    Non sarebbe male anche l’approccio soft alla ENI con la sostituizione delle news (intranet/internet) con una struttura blog monodirezionale. Indolore e facile da switchare a tempo debito.

    Bon, la batteria langue, i miei occhi pure e miei figli mi aspettano per un’altra notte di fuoco! :C

    Grazie Andrè a domani… ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...