I Big Data e alcune applicazioni nella vita quotidiana

Per Martin Hillbert, ricercatore alla Annenberg School California, nel 2000 il 25% dell’informazione mondiale era registrata su supporti digitali, ma già nel 2013 il 98% era diventato digitale. (De Biase, 2015). Tutto questo grazie alla pervasività delle tecnologie digitali nella vita quotidiana e per il fatto che ognuna di queste produce registrazioni: transazioni bancarie, dati GPS dei cellulari, conversazioni tra amici sono tutte attività registrate. L’analisi di questi dati può portare alla comprensione di bisogni ed interessi delle persone, alle loro abitudini così da poter progettare meglio i trasporti e i servizi cittadini, sviluppare servizi sanitari più efficienti, personalizzare i prodotti e indirizzare meglio i messaggi pubblicitari.

Nella sanità, ad esempio, il confronto del quadro clinico di un paziente con milioni di altri casi registrati, magari in cloud, faciliterà le diagnosi fatta dal medico. Il processo di diffusione di nuove epidemie potrà essere monitorato con più efficacia, favorendone la prevenzione.  Negli Stati Uniti, la startup Loop AI Labs Solution, ha sviluppato un software che consente di inserire migliaia di cartelle mediche relative alla stessa patologia, anche provenienti da ospedali diversi, e grazie a sofisticati algoritmi di analisi riesce a prescrivere la cura migliore per il paziente in base alle analogie con i casi precedenti. (Simonetta, 2015)

Nel campo delle assicurazioni, la raccolta massiva di informazioni, anche grazie all’Internet of Things[1], può spingere le compagnie ad offrire polizze sempre più profilate. Oggi, in Italia, il premio viene calcolato in base a criteri provinciali; se si è “sfortunati” ad abitare in zone con alto numero di incidenti, il costo di assicurazione sarà altissimo anche senza mai violare il codice stradale. L’adozione di una scatola nera all’interno dell’auto, tracciandone ogni spostamento, consente alla compagnia assicurativa di conoscere l’effettiva distanza percorsa; l’integrazione di dati di monitoraggio delle attività sui Social Network per capire la tipologia di spostamenti (se si frequenta locali notturni, se si guida di notte, molto altro ancora…) permette la proposizione di offerte personalizzate sul singolo cliente. (Simonetta, 2015)

Il tutto a scapito della privacy. Già, perché anche tenere conto che queste conoscenze entrano nel privato delle persone con un livello di intrusività ma conosciuto prima. “Dal punto di vista dei diritti umani, la registrazione totale è una sfida da vincere. Le opportunità vanno colte e i rischi conosciuti” (De Biase, 2015)

[1] rete di oggetti fisici che contengono al loro interno la tecnologia necessaria per comunicare, per segnalare il loro stato e per interagire con il mondo esterno

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