Transazioni: mobile payment

Il mobile sta cambiando anche il mondo dei pagamenti, convincendo sempre più persone ad abbandonare l’uso del contante. Anche in questo caso il protagonista assoluto è lo smartphone, e le armi di persuasione sono sempre le stesse: facilità, comodità e sempre più sicurezza a garantire un’esperienza d’uso percepita più che positiva.

All’interno della grande famiglia dei New Digital Payment[1], identifichiamo come Mobile Payment quelle “iniziative che abilitano pagamenti o trasferimenti di denaro tramite telefono cellulare” (Autori di Wikipedia, 2016), includendo diverse tipologie di servizio, anche parecchio differenti fra loro. Vediamo meglio di cosa si tratta, e quali sono i livelli di diffusione.

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Figura 3 – tipologie servizi mobile payment

Il Mobile Commerce, o Mobile Remote Commerce, identifica le iniziative che consentono di effettuare da remoto, attraverso uno cellulare o altro dispositivo mobile, l’intero processo di ricerca, selezione, confronto, acquisto e pagamento di un bene o servizio.

Il modello di acquisto è del tutto simile a quello e-commerce da PC, e grazie ai siti ottimizzati per dispositivi mobile di tipo responsive[2] o APP dedicate, e alla pervasività dello smartphone sta avendo un notevole successo, con alti tassi di adozione. In Italia, nel 2015 il Mobile Commerce è cresciuto del 71% e vale 1,7 miliardi. (Balabio, 2016)

Il Mobile remote payment include quei servizi che consentono, in remoto, di attivare il pagamento di un bene o di un servizio (bollette, biglietti del bus, parcheggi, ricariche telefoniche) attraverso un dispositivo mobile. Il pagamento può avvenire in diversi modi: tramite l’invio di un SMS, la navigazione su siti mobile ottimizzati per il cellulare o mediante applicazioni installate su telefono cellulare. In Italia crescono soprattutto i pagamenti di bollette via Smartphone (+172%) e gli acquisti e prenotazioni nei trasporti: nel 2015 sono state vendute 6 milioni di corse in bus e 6 milioni di corse in car sharing. (Balabio, 2016)

Complessivamente, comprendendo il Mobile Commerce e il Mobile Remote Payment, una transazione elettronica su quattro è mobile. L’abbigliamento rimane il settore preferito dai consumatori italiani in mobilità (soprattutto grazie ai i siti di vendite private, come Privalia o SaldiPrivati), seguono il turismo, grazie alla vendite di biglietti di trasporti (tra cui Alitalia, Trenitalia) e alle agenzie di viaggio online (Expedia, lastminute.com), e l’informatica/elettronica di consumo (Amazon, eBay su tutti, ma anche retailer multicanale come MediaWorld e Unieuro).

Il mobile money transfer identifica i servizi che permettono il trasferimento di denaro da persona a persona (Person to Person, o P2P) utilizzando sia la rete cellulare per trasferimenti a distanza sia tecnologie di prossimità a corto raggio, come ad esempio il Bluetooth.

Grazie alla loro semplicità d’uso, alla user experience sempre più familiare e simile a quella di applicazioni social molto diffuse, questi nuovi servizi hanno un potenziale di crescita notevole, e stanno riscuotendo parecchio interesse, anche da parte delle banche; i pagamenti P2P permettono, ad esempio, di dividere il conto al ristorante tra amici o raccogliere le quote per fare un regalo, il tutto senza passare da lenti e laboriosi bonifici (che rimangono fondamentali per le transazioni di importo più elevato), ma con operazioni cosiddette di Instant Payment che consentono l’accredito della somma in tempo reale, utilizzabile immediatamente dal destinatario[3].

Per contro, il principale limite di questi servizi è la totale mancanza di interoperabilità, che ne impedisce, almeno per ora, una diffusione su larga scala.

Il mobile proximity payment comprende i pagamenti elettronici “di prossimità”, ovvero pagamenti per cui sia necessaria una vicinanza fisica tra l’acquirente ed il venditore del prodotto/servizio acquistato. Nel mobile proximity payment il processo di pagamento è simile a quello classico tramite carta; il merchant dovrà essere dotato di un dispositivo di accettazione pagamenti POS[4] di tipo contactless[5], mentre lo smartphone del cliente emula il funzionamento della carta, virualizzata in un mobile wallet[6].  La comunicazione POS-smartphone avviene tramite tecnologia NFC[7]. Sono considerati mobile proximity payment anche quei pagamenti che vengono attivati da codici bidimensionali, come i QR code[8].

Dopo anni di sperimentazioni, questo dei pagamenti in prossimità tramite dispositivi mobili rimane un settore ad alto potenziale, dalle tante promesse e poche certezze; in Italia, le svariate soluzioni finora presentate da banche (mobile wallet proprietari) e operatori telefonici (soluzioni NFC SIM-based) non sono riuscite a convincere gli utenti che stanno alla porta in attesa di soluzioni mature, in grado di assicurare un’esperienza d’uso che sia percepita gratificante, semplice e sicura. Gli utenti cioè non colgono un vero vantaggio a pagare in questo modo, in termini di comodità e risparmi di tempo, rispetto all’uso della carta fisica.

Pur rimanendo di nicchia, ci sono alcune buone pratiche degne di nota, specialmente nel mondo dei trasporti pubblici, dove, anche in Italia, la possibilità di pagare i biglietti senza l’uso dei contanti sta diventando sempre più comune. Il borsellino elettronico Bemoov sviluppato dalla torinese Movincom, ad esempio, permette l’acquisto di biglietti elettronici sfruttando il QR code per la validazione del pagamento effettuato; piace per i suoi i vantaggi pratici immediatamente percepibili dall’utente.

[1] Con New Digital Payment identifichiamo: eCommerce e ePayment, Contactless Payment, Mobile Pos, Mobile Commerce e Payment, Mobile p2p
[2] Il design responsivo, o responsive web design (RWD), indica una tecnica di web design per la realizzazione di siti in grado di adattarsi graficamente in modo automatico al dispositivo coi quali vengono visualizzati (computer con diverse risoluzioni, tablet, smartphone, cellulari, web tv), riducendo al minimo la necessità dell’utente di ridimensionare e scorrere i contenuti. Fonte: wikipedia
[3] Per la precisione, l’utente vede subito la disponibilità del denaro sul proprio conto, anche se, a sistema, il trasferimento di denaro avviene nei tempi consueti. Significa che l’intermediario di pagamento si assume il rischio di dare la disponibilità in tempo reale.
[4] Il POS (dall’inglese Point of sale, lett. “punto di vendita”) è il dispositivo elettronico ed il relativo servizio bancario che consentono ad un creditore di accettare e incassare, direttamente sul proprio conto corrente, i pagamenti elettronici mediante moneta elettronica, ovvero tramite carte di credito, di debito e prepagate, da parte dei clienti debitori. Fonte: wikipedia
[5] per pagare basta avvicinare la carta al POS, senza strisciare o inserire la carta nel lettore
[6] portafogli virtuale che permette di caricare al suo interno i dati di uno o più strumenti di pagamento (carte di credito, abbonamenti, tessere fedeltà, ecc.) e i propri dati personali (identità del proprietario del wallet, dati per la fatturazione e per la spedizione) e consente di utilizzarli per effettuare transazioni in maniera pratica e veloce. Fonte: http://www.undigital.it/
[7] Near Field Communication (NFC) è una tecnologia che fornisce connettività wireless (RF) bidirezionale a corto raggio (fino a un massimo di 10 cm). Fonte: wikipedia
[8] Un codice QR (in inglese QR Code, abbreviazione di Quick Response Code) è un codice a barre bidimensionale, ossia a matrice, composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata. Fonte: wikipedia

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